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Ecco alcuni consigli pratici per capire come muoversi nella giungla dei nostri pensieri ed imparare ad orientarsi per trovare lo psicologo giusto.

Ti è capitato spesso di farti questa domanda? Ti piacerebbe trovare un modo semplice per capirlo?

In questo articolo ti guiderò alla scoperta di alcune semplici regole per capire che è arrivato il momento di chiedere aiuto.

Alla fine della lettura avrai, inoltre, un’idea di come fare per scegliere quello giusto per te.

Nulla di complicato. Innanzitutto, non bisogna spaventarsi.

Quando ci poniamo questa domanda vuol dire che qualcosa non sta andando come dovrebbe. Non riusciamo a superare una forte delusione o un lutto, sentiamo di vivere un momento di forte stress, ci sentiamo confusi e non riusciamo più a trovare la strada giusta per la nostra vista. Qualunque sia la sensazione provata, se ci stiamo domandando se abbiamo bisogno di aiuto probabilmente è arrivato il momento di farsi aiutare, perché quel bisogno è già maturo dentro di noi.

Sembra semplice, allora perché non dirselo e basta?

Alcuni motivi potrebbero essere che:

  • l’idea di aver bisogno dello psicologo spaventa
  • ci vergogniamo di dirlo ai nostri genitori, agli amici o al partner
  • pensiamo che una volta andati dallo psicologo non saremo più noi stessi.

L’idea di andare dallo psicologo spaventa perché culturalmente ci è stato insegnato che “dallo strizzacervelli ci vanno i matti”. Ultimamente (e per fortuna!) questa visione è stata superata, ma non del tutto e non da tutti. Ecco perché ci risulta difficile doverlo condividere con amici e parenti. Probabilmente pensiamo di dover tirare fuori chissà quale motivazione per spiegare questa esigenza che sentiamo dentro di noi.

Ci spaventa, inoltre, l’idea di non farcela da soli. Spesso viene associata ad un fallimento, ma non è così. Accettare di non essere invincibili e di non poter fare sempre tutto da soli è il primo grande passo verso l’acquisizione di una buona consapevolezza di sé.

Non dimentichiamoci mai che la psiche umana è davvero complicata (sì anche la nostra!). Nasciamo con un bagaglio genetico (il carattere) che viene arricchito è trasformato dalle esperienze di vita, a partire dalla nostra infanzia e soprattutto a partire dalle prime relazioni. Non nasciamo però con la capacità di comprenderci nella nostra totalità. La consapevolezza di sé è un traguardo che si raggiunge con difficoltà. Ecco in cosa può aiutarti uno psicologo: a capire e a capirti. Può aiutarti nell’acquisizione di quegli strumenti che ti serviranno per destreggiarti quando nella tua vita si presenterà un altro momento difficile. Perché dovrebbe voler cambiare la persona che sei? Cosa ci guadagnerebbe nel farti fare cose che in realtà non vorresti fare come, ad esempio, lasciare il tuo partner o cambiare lavoro? Se ci fermiamo a riflettere, questo non ha nessun senso, a meno che lo psicologo non ti spinga a regalargli 100 mila euro, in questo caso potrebbe avere un senso, ma come ben sappiamo lo psicologo non ha i super poteri!

In buona sostanza quello che sto cercando di dirti è che non è necessario scervellarsi per capire se ne si ha davvero bisogno o no. Rilassiamoci, facciamo un bel respiro e proviamo a combattere le paure e i preconcetti pensando che:

  • non può farci che bene
  • a nessun professionista interessa cambiare quello che siamo
  • non ci deve importare il giudizio degli altri, ma solo il nostro benessere psicologico

Le regole principali sono queste. Approccio sereno e una bella manciata di (sano) egoismo.

Ok, sono pronto, mi butto, voglio provare ma… da chi vado? Come faccio a scegliere quello giusto per me?

Prima di tutto, ricordiamoci che anche gli psicologi sono esseri umani. Non sono usciti da un fumetto della Marvel, né sono stati catapultati sulla terra dagli extraterrestri. Sono persone normali, più o meno simpatiche, che hanno studiato a fondo la psicologia dell’essere umano ed imparato delle tecniche di supporto e aiuto.

Qui viene il bello, le tecniche o meglio i tipi di approccio psicoterapeutici sono davvero molti. Tutti sono figli del buon caro Sigmund Freud che, per quanto si possa essere d’accordo o meno con il suo pensiero, rimane pur sempre quel genio che ha dato il via a tutto quanto. Molte sono state le evoluzioni a partire dal suo pensiero, alcune in accordo altre in completa opposizione.  

Questo non vuole dire che per scegliere uno psicologo si debbano prima approfondire tutti gli sviluppi della materia e leggere tonnellate di libri o pagine web. Non è una cosa che consiglio! Può essere però interessante dare una lettura generale di quelli che sono gli approcci utilizzati, per capire quello che più di tutti sentiamo affine a noi, ricordando sempre che l’obiettivo è lo stesso: aiutare le persone a migliorare il proprio stato di benessere. Tra i più importanti tipi di psicoterapia ci sono: Psicoterapia psicodinamica, Psicoterapia Sistemico Relazionale/Familiare, Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, Psicoterapia Psicoanalitica, e tante altre.

L’approccio psicodinamico è quello che preferisco ed è quello che ho scelto per me, sia come terapeuta che come paziente. Nello specifico il mio modello teorico di riferimento è ispirato alla Psicologia Individuale Comparata di Alfred Adler che dà importanza sia agli aspetti più profondi ed individuali (consci e inconsci) sia alla parte sociale, di interazione con gli altri. La relazione terapeuta-paziente è una relazione alla pari dove il terapeuta mette a disposizione della persona le sue conoscenze e la sua esperienza. Creare una buona relazione e infondere serenità rimane uno degli obiettivi principali, che permane durante tutto il percorso di aiuto. Per questo, per il paziente, è più facile sentirsi a proprio agio e superare l’ostacolo e l’imbarazzo iniziale.

A questo punto, non resta che armarsi di coraggio e alzare la cornetta!

Buona psicoterapia a tutti!

Dott.ssa Giulia Nicolai